FORMA APERTA

La finestra è ancora aperta, ma al mattino l’aria è cambiata.

La senti sulle braccia mentre cerchi una camicia. Nella luce che arriva più bassa e si ferma sulle cose: i libri sul tavolo, un vestito appoggiato alla sedia.

 

Ci sono giorni in cui il cambiamento comincia così: ti accorgi semplicemente che hai voglia di un altro colore.

 

Forma Aperta è in tutto questo.
Nell’aria che cambia.
Nel desiderio di seguirla.

In qualcosa sta per finire, mentre la vita continua a chiederti cosa ti metterai domani.

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I fiori che porti dentro.

Fuori, i giardini cominciano a spogliarsi.
Qui i fiori si fanno posto tra le pieghe.

Nelle camicie Polly e Shirley, sulle gonne Amanda. 

 

Da portare al mercato.
A un appuntamento.
In un martedì senza niente di speciale.

 

Mi piace pensare ai fiori così: liberi di capitare anche in un martedì qualunque.

Prendere la strada lunga.

Poi viene voglia di uscire.
Mettere le mani nelle tasche, scendere le scale, camminare fino a sentire caldo sotto la giacca.

I Panta Madonna accompagnano il passo. Il salmone trattiene una luce tiepida; le righe danno un ritmo diverso, da mescolare ai fiori.

 

Il cammello di Nina e Iris scalda le mattine più pallide. Cherry mette il rosso dove l’occhio torna. Il velluto a coste Nuvola cambia sotto le dita, a ogni movimento.

Colori da avvicinare. Lasciare insieme. Ritrovare diversi il giorno dopo in un completo che si divide.
 

E poi uscire, prendere la strada lunga.
Per guardare.

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La luce sul tavolo.

A un certo punto si accendono le luci.

Qualcuno mette un disco. Si spostano i libri per fare spazio ai piatti.

Arriva una persona che dice "mi fermo poco" e poi resta.

Un'altro bicchiere.

Sophia Amaranto raccoglie la luce.
Jumpsuit Eclisse, la notte dentro.

Il lurex affiora quando ti giri, quando ti pieghi verso qualcuno per sentire meglio.

 

Abiti che ricordi insieme a una serata.
Anni dopo li tocchi e torna quella voce.

Un'altra possibilità.

Prima, c’erano i tessuti.

Piegati, arrotolati. In attesa.

Molti sono deadstock.
Li ho scelti, accostati, tenuti tra le mani.

 

In quest'ultimo passo, questo gesto mi commuove:
trovare qualcosa che può ancora cominciare.
Darle una forma.
Lasciarla andare.

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Da qui in avanti.

Questa è l’ultima collezione Nena. Dentro ci sono otto anni.
 

Nei colori che continuo a cercare, nei fiori a cui torno, in quello che le mani hanno imparato e ricordano da sole.

Forma Aperta, perché riesco a immaginarla ancora in movimento.

Io finisco di disegnarla.
Voi comincerete a indossarla.

Una camicia prenderà la piega delle vostre maniche risvoltate. Un completo incontrerà altri colori.

Ci sarà un bottone da ricucire, una tasca in cui ritroverete un biglietto.

 

Piano piano, voi darete a questi capi una forma che ancora non conosco.

È lì che vi immagino.

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Con la vita intorno, mentre vi vestite.

La finestra aperta. Una scarpa ancora da infilare.
Qualcuno che vi aspetta.

 

GRAZIE DI TUTTO.

Giorgia

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